Presso l’hotel esplanade a Zagabria, il 15 novembre si e’ tenuta conferenza stampa con il tema di miglioramento del contesto imprenditoriale in Croazia.
Inefficacia della pubblica amministrazione, incertezza giuridica, onere fiscale, mancanza di manodopera qualificata e lavoro del governo sono ostacoli fondamentali per le imprese in Croazia, afferma la presentazione di giovedì il 15 novembre, di ricerche e raccomandazioni per migliorare l’ambiente imprenditoriale di sei camere di commercio bilaterali.
L’iniziativa per il miglioramento del contesto imprenditoriale e il miglioramento degli scambi commerciali tra Croazia e paesi d’origine e’ stata inviata da Camera di commercio americana (AmCham) in Croazia, Associazione degli imprenditori italiani in Croazia, Ufficio austriaco del commercio estero, Rete commerciale canadese-croata (CCBN), Iniziativa di cooperazione industriale tedesco-croata e Camera di comercio di paesi scandinavi in Croazia. In qualità di presidente di CCBN, Joe Bašić, alla conferenza stampa ha sotto lineato, sei organizzazioni economiche rappresentano attualmente oltre 1.200 aziende associate in Croazia, che impiegano oltre 150.000 persone e rappresentano oltre il 50 % degli investimenti esteri in Croazia.
La ricerca, presentata dal direttore dell’ufficio austriaco per il commercio estero, Sonja Holocher-Ertl, a qualle hanno partecipato le 473 aziende appartenenti a queste organizzazioni. I risultati combinati mostrano, nonostante alcuni sensibili cambiamenti in meglio, che le aziende e i potenziali investitori devono ancora affrontare numerosi ostacoli.
Inoltre, si stima che i miglioramenti nell’economia croata, rispetto al resto dell’Europa, si verificano in modo insufficiente e lento.
Quando si tratta dell’inefficienza della pubblica amministrazione, per i membri degli Stati Uniti, delle Camere canadesi e nordiche, procedure amministrative complesse e lunghe sono il più grande o il secondo principale fattore limitante negli affari.
Nel 42% dei casi, le aziende hanno identificato l’area di applicazione delle normative e procedure legali da parte di autorità come quella che si è deteriorata negli ultimi cinque anni. D’altra parte, nessuna delle aree in cui le aziende riconoscono i miglioramenti non è direttamente sotto responsabilità del governo.
Inoltre, i membri statunitensi dichiarano un quadro normativo instabile come il più grande problema che hanno affrontato negli ultimi cinque anni e, a giudizio delle compagnie statunitensi, canadesi e nordiche, il peggior peggioramento negli ultimi cinque anni, in seguito all’attuazione di procedimenti legali, è legato alla qualità del quadro legislativo. Ciò indica il 33% degli intervistati, mentre la giustizia come il problema più grande rileva il 31% degli intervistati.
L’assenza di certezza del diritto è una delle questioni più critiche, nel 61% dei casi, da parte dei membri della Camera austriaca.
Nella ricerca delle camere americane, canadesi e nordiche, il terzo fattore limitante più importante è la tassazione del lavoro, mentre i membri delle Camere canadesi e nordiche hanno un carico fiscale elevato sul lavoro al quarto posto.
La mancanza di personale qualificato come l’attuale problema principale negli affari è stata riportata dai membri delle Camere canadesi e nordiche, e il 27% di queste e le Camere degli Stati Uniti valutano la qualità personale qualificato che si sta deteriorando negli ultimi cinque anni.
Nessun membro della Camera italiana non ha espresso soddisfazione per la disponibilità di manodopera qualificata mentre, al contrario, almeno il 26% dei membri degli Stati Uniti, Canada e camera Nordica considera la qualità di mandopera tra i tre vantaggi chiave della Croazia rispetto ad altri paesi della regione.
Per quanto riguarda il ruolo del governo nel migliorare le condizioni economiche, il 42% della Camera di commercio statunitense, canadese e nordica ritiene che il lavoro del governo sia negativo e il 46% di membri ritengono che non ha avuto nessuna influenza. Le imprese della Camera di Commercio italiana hanno dato un rating peggiore, con il 56% di esse ritengono il lavoro di governo male, il 33% medio e il 6% buono.
Per concludere, nella ricerca, tra i membri Americani, Canadesi e Nordici, solo il 13% delle aziende ritiene che le condizioni per fare affari in Croazia siano tra le migliori dell’Europa centrale e orientale, mentre il 36% ritiene che siano tra le peggiori o addirittura peggiori.
Quindi, da 20 paesi dell’Europa centrale e orientale, le aziende tedesche sono attratte dall’investimento in ottava posizione. Inoltre, il 27% delle imprese della Camera di commercio tedesca e italiana ha dichiarato che non sceglierebbero più la Croazia come destinazione d’investimento preferita.
Raccomandazioni per migliorare l’ambiente
Insieme con presidente di CCBN, Joe Bašić e direttore dell’ Ufficio austriaco del commercio estero , Sonja Holocher-Ertl, Andrea Doko Jelušić, direttore esecutivo della AmCham, Gordana Fuštar, direttore esecutivo della Camera nordica, segretario generale dell’Associazione degli imprenditori italiani in Croazia, Andrea Perkov, e direttore della Camera di commercio e dell’industria tedesco-croata Sven Thorsten Potthoff hanno presentato raccomandazioni per migliorare il contesto imprenditoriale, che sono collegati al miglioramento del sistema di servizio pubblico, riducendo il carico fiscale sul lavoro e collegando il sistema di istruzione alle esigenze del mercato del lavoro.
Considerano, tra le altre cose, che è necessario introdurre sanzioni in situazioni in cui i dipendenti pubblici stanno facendo il loro lavoro in modo inefficiente e premiano i dipendenti che superano le aspettative. I rappresentanti delle organizzazioni chiedono anche la digitalizzazione delle istituzioni e dei servizi pubblici, il che si tradurrebbe in servizi pubblici più rapidi e più trasparenti.
È stato inoltre sottolineato che l’Agenzia per gli investimenti e la competitività (AIK) dovrebbe rimanere un’agenzia indipendente perché è considerata un fatto chiave per gli investitori che prendono in considerazione le attività commerciali in Croazia.
Sostengono inoltre che la tassazione del lavoro in Croazia è significativamente più alta rispetto a quella dei paesi comparabili e che i salari netti, dopo tutte le passività e i contributi, sono relativamente modesti rispetto al costo totale del datore di lavoro. Le Camere accolgono favorevolmente gli sforzi del Governo per ridurre l’onere fiscale sul lavoro e, d’altro canto, stimano che il beneficio complessivo dei dipendenti aumenterà considerevolmente se determinati pagamenti ai lavoratori non sono considerati reddito imponibile, compresi il risarcimento dei dipendenti, il contributo per le attività sportive o l’assicurazione sanitaria complementare.
Quando si parla di competenza di manodopera, si afferma che nella maggior parte dei casi l’azienda deve investire risorse e tempo affinché un giovane possa acquisire una conoscenza pratica della professione per la quale è stato precedentemente formato. Quindi si desidera rafforzare le conoscenze pratiche attraverso la pratica obbligatoria o lo stage a tutti i livelli di istruzione. Accolgono con favore l’introduzione di un duplice modello nell’istruzione professionale, ma richiedono anche un maggiore coinvolgimento delle imprese e l’ascolto dei bisogni degli imprenditori nello sviluppo di curriculum educativo.




