Dal “Filo diretto”, la Newsletter di Assocamerestero

Gian Domenico Auricchio, Presidente Assocamerestero

Non siamo abituati spesso, fortunatamente, a vivere gli effetti terrificanti della globalizzazione. La crisi della net economy nel 2001, la bolla immobiliare e la crisi dei subprime dal 2007 al 2013, ci avevano fatto comprendere che ogni tanto le interconnessioni non creano solo vantaggi. Il Covid – 19 ci sta di-mostrando non solo che siamo vulnerabili, ma anche che non abbiamo investito adeguatamente in innovazione, tecnologie e nella qualificazione delle risorse. Tutto questo ovvia-mente in un quadro mondiale che sembra comportarsi come in molti film di fantascienza in cui tra paura, sospetto e speranza si cerca di andare avanti ricreando in modo diverso for-me di normalità.

Nella nostra normalità ci sono le imprese, l’economia dei territori, il turismo. In questo momento questo sistema è messo a dura prova, in Italia innanzi tutto, ma an-che nel mondo, dove il virus si sta progressivamente diffondendo.

Molte le iniziative importanti a carattere promozionale che sono state spostate o addirittura cancellate. Per non parlare del turismo, in cui si stimano perdite per oltre 7 miliardi di euro, mentre da prime stime dell’Istituto Tagliacarne di UNIONCAMERE emerge una riduzione del valore aggiunto dell’Italia di quasi 19 miliardi di Euro su base annua, pari al -1,2% rispetto al 2019.

Ovviamente tutto questo sta creando un danno enorme non solo all’economia, all’immagine del Paese e alle imprese, ma anche a tutti quei soggetti che si occupano di promozione e di fiere.

Numerose CCIE in questi giorni si rivolgono all’Associazione per capire come poter far fronte a questa situazione.

Stiamo dialogando con il MISE e con Unioncamere per capire cosa fare per raccordare i programmi delle CCIE anche con le misure che saranno prese dal Governo e dal sistema camerale. Misure che in massima parte riguarderanno il sostegno alle imprese che in questo momento affrontano difficoltà economiche a causa della riduzione delle commesse e del rallentamento del commercio internazionale. Forse è vero che dobbiamo fermarci…ma non solo per evi-tare il contagio. Bisogna fermarsi a riflettere perché queste cose, anche se succedono per caso, non possono essere sconfitte solo scomodando la fortuna. Dobbiamo cambiare il nostro modo di guardare alle cose. E nel nostro caso, forse, dobbiamo rivedere lo stesso concetto di promozione e di utilizzo degli eventi come solo momento di grande esposizione. Dobbiamo ripensare nel medio periodo l’organizzazione del nostro lavoro utilizzando più tecnologia, affinché non si debba poi correre ai ripari nelle emergenze.