Intervista con il Presdiente dell’Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio

Le previsioni delle imprese che hanno una presenza più stabile sui mercati internazionali ap-paiono senza dubbio migliori. In una situazione come questa i mercati esteri sono visti, ancora una volta, come un’ancora di salvezza

Siamo immersi in una crisi senza precedenti, contemporanea-mente crisi sociale ed economica, causata in primo luogo da una emergenza sanitaria. Mai nell’ultimo secolo (in pratica dalla terribile influenza “spagnola”) avevamo sperimentato una situazione del genere. Certo, rispetto ad allora, il costo di vite umane è molto inferiore, ma per effetto dei processi di globalizzazione l’impatto sulla società e le economie rischia di essere molto più drammatico.

In un mondo di collegamenti globali le generalizzate procedu-re di lockdown hanno messo in crisi i processi di subfornitura mondiali, con effetti a cascata, così mentre all’inizio dell’anno le previsioni di sviluppo dell’economia e del commercio internazionale erano im-prontate ad un moderato ottimismo, l’impatto COVID-19 le ha fatte piombare in territorio fortemente negativo. Ciò vale in particolare per il nostro Paese, dove si devono fare i conti con i problemi derivanti dalla sospensione dei circuiti di sub-fornitura e quelli indotti dalla sospensione delle attività produttive. I due fenomeni, per chi acquista semilavorati dall’estero e li trasforma in prodotti finiti (o beni inter-medi), anche per l’esportazione, sono particolarmente pesanti. Il Fondo Monetario Internazionale stima una contrazione del nostro Pil del 9% nel 2020. Ancora più gra-vi sono le valutazioni delle imprese: quasi nel 50% dei casi una forte riduzione del fatturato (superiore al 15%) e nel 31% un calo moderato (tra il 5 e il 15%). In sintesi una riduzione media di fatturato del 19%.

E purtuttavia le previsioni delle imprese che han-no una presenza più stabile sui mercati interna-zionali appaiono senza dubbio migliori. Pure in una situazione come questa quindi i mercati esteri sono visti, ancora una volta, come un’an-cora di salvezza. La crisi ha colpito duramente anche le CCIE, come ho rappresentato in una recente lettera al Ministro dello Sviluppo Econo-mico Patuanelli nel richiedere azioni straordina-rie per il nostro sistema, in una fase assoluta-mente eccezionale. Insieme ad Unioncamere stiamo lavorando per individuare spazi di opera-tività nel “Patto per le esportazioni”, lanciato dal Ministro Di Maio. In pochi giorni abbiamo messo a punto anche uno Strumento finanziario di solidarietà per il siste-ma (Chamber Solidariety Facility) cui stanno accedendo già diverse CCIE per avere un sollievo in termini di liquidità a breve temine. Stiamo tutti lavorando per la “ripartenza”, con la convinzione che questa situazione modificherà anche le moda-lità di erogazione dei nostri servizi, ma con la prospettiva di un recupero di operati-vità e di azione, buona parte del quale dipenderà anche dalla nostra capacità di fare squadra e di elaborare risposte innovative per una nuova situazione.

Fonte: Il filo diretto con le CCIE – newsletter Assocamerestero