
Allo scopo di far fronte all’emergenza sanitaria internazionale relativa al diffondersi del COVID-19, l’Unità di Crisi della Protezione Civile della Repubblica di Croazia ha adottato misure più stringenti a tutela della salute pubblica, in vigore dalla mezzanotte di giovedì 19 marzo e valide per un periodo di 30 giorni, modificabili o estendibile sulla base dell’evolversi dell’emergenza:
- Obbligo di rispetto della distanza interpersonale di almeno due (2) metri in locale chiuso e di un (1) metro all’aperto.
- Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e degli eventi organizzati con più di 5 partecipanti;
- Sospensione di tutte le attività commerciali, eccetto i negozi di alimentari, farmacie, benzinai, prodotti per igiene, prodotti per l’infanzia, prodotti per gli animali, lavanderie;
- Sospensione di attività per bar e ristoranti, eccetto per la consegna a domicilio;
- Sospensione di tutte le attività ed eventi culturali;
- Sospensione di tutte le competizioni ed eventi sportivi;
- Sospensione di tutte le manifestazioni religiose;
- È previsto il divieto di attraversare la frontiera croata in entrambi i sensi. Eccezioni sono concesse, sempre nel rispetto delle misure sanitarie previste a seconda del Paese di provenienza, per diplomatici, militari, personale medico e sanitario, autotrasportatori, lavoratori transfrontalieri.
- Sarà consentito ai cittadini croati di rimpatriare da Stati terzi. E’ altri consentito ai cittadini UE, anche in transito, di fare rientro nei loro paesi.
Alle forze di polizia è affidato il compito di assicurare il monitoraggio e l’applicazione di tali misure.
Le Autorità segnalano che al momento in Croazia vi sono 102 casi comprovati di COVID-19. Una persona è deceduta. Cinque sono i pazienti guariti.

