Gentili membri e amici della CCIC (THGK),
Il settore della ristorazione in Italia conferma il proprio ruolo centrale nell’economia e nella vita sociale del Paese, raggiungendo nel 2025 un valore dei consumi pari a circa 100 miliardi di euro. Tuttavia, dietro questo dato positivo emergono segnali di fragilità strutturale che riguardano in particolare il tessuto imprenditoriale e il mercato del lavoro.
Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE-Confcommercio, presentato a Roma dal Presidente Lino Enrico Stoppani, il comparto registra una crescita moderata del valore aggiunto, pari a 59,3 miliardi di euro (+0,5% rispetto al 2024), confermando una sostanziale capacità di resilienza anche in un contesto economico rallentato e segnato da tensioni internazionali.
Nonostante ciò, i livelli di consumo restano ancora inferiori a quelli pre-pandemici (-5,4% rispetto al 2019 in termini reali), segno di una ripresa non ancora completa.
Meno imprese e difficoltà occupazionali
Il numero delle imprese attive nella ristorazione si attesta a 324.436 unità, in calo dell’1% rispetto all’anno precedente. La flessione è più marcata nel segmento dei bar (-2,2%), mentre i ristoranti mostrano una maggiore stabilità e la ristorazione collettiva registra una crescita.
Ancora più rilevante è il calo dell’occupazione: il numero dei lavoratori dipendenti diminuisce del 10,3%, evidenziando difficoltà persistenti nel reperimento di personale qualificato. Si tratta di una criticità strutturale, segnalata da molte imprese del settore, che incide direttamente sulla capacità di crescita e sulla qualità del servizio.
Un settore in trasformazione
Il comparto si trova oggi ad affrontare una fase di profonda trasformazione, influenzata da fattori demografici, dall’aumento dei costi e dalla necessità di migliorare la produttività. Parallelamente, prosegue l’adeguamento dei prezzi (+3,2% nel 2025), legato anche agli effetti dell’inflazione degli ultimi anni.
Alla presentazione del Rapporto ha partecipato anche il Presidente della Camera di Commercio Italo-Croata, Aldo Di Biagio, presente in qualità di rappresentante dell’area Europa di Assocamerestero. La sua presenza ha sottolineato l’attenzione del sistema camerale italiano all’estero verso il comparto della ristorazione, settore chiave per la promozione del Made in Italy.
In questo contesto, è stato ribadito il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero nel monitorare il fenomeno dell’italian sounding e nel supportare la diffusione autentica della cucina italiana nel mondo, oggi sempre più riconosciuta come patrimonio culturale di valore globale, entrata anche a far parte del patrimonio immateriale dell’UNESCO.
In questo scenario, la ristorazione italiana continua a rappresentare un pilastro economico e culturale, ma richiede interventi mirati per sostenere le imprese, favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e accompagnare l’evoluzione del modello imprenditoriale.
Giornata della Ristorazione 2026: invito ai ristoratori in Croazia
Nell’ambito delle iniziative promosse da FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, la CCIC invita i ristoratori italiani operanti in Croazia a partecipare alla Giornata della Ristorazione 2026, in programma sabato 16 maggio 2026.
L’iniziativa mira a valorizzare la cultura gastronomica italiana a livello internazionale, coinvolgendo ristoranti in tutto il mondo. I ristoranti aderenti saranno inseriti nell’elenco ufficiale internazionale.
👉 Registrazione:
https://www.giornatadellaristorazione.it/aderisci/
Tema 2026: il riso
Modalità di partecipazione
- dedicare alla Giornata un piatto a base di riso (già presente nel menu o creato per l’occasione);
- raccontarlo, su base volontaria, attraverso un breve video (max 60 secondi).
Novità 2026
È previsto un riconoscimento anche per il miglior piatto proposto da un ristoratore all’estero: il vincitore sarà ospite della Federazione a Roma in occasione dell’evento istituzionale del 6 maggio 2026.
La CCIC invita pertanto tutti i ristoratori interessati a cogliere questa opportunità di visibilità e promozione, contribuendo alla diffusione autentica della cucina italiana anche in Croazia.









