Intervista al presidente della Camera di Commercio Italo Croata, Aldo di Biagio, al Večernji list

È nato in Italia, ma ha la doppia cittadinanza, oltre a quella italiana anche quella croata. Ha anche partecipato alla guerra patriottica. Cosa l’ha spinta a farlo e dove ha combattuto? In che modo quell’esperienza l’ha formata? Come si collegano queste due connessioni, Croazia e Italia, se non nell’imprenditoria?

Sono nato in Italia e ho la doppia cittadinanza (italiana e croata). Mi sono laureato in economia. I miei legami con la Croazia sono profondi e duraturi; ho anche messo su famiglia qui, e il mio legame con la Croazia è diventato indissolubile.  Ho partecipato come volontario alla Guerra Patriottica perché era semplicemente l’unica mossa possibile in quel momento. Il mio paese aveva bisogno di aiuto ed è da lì che sono partito fin dai primi momenti attraverso gli aiuti umanitari. La mia passione giovanile e il desiderio di aiutare mi hanno portato a partecipare direttamente in prima linea, e sono stato anche ferito. Tutto questo ha solo rafforzato il mio legame e il mio amore per questo paese. Da molti anni condivido il mio tempo e le mie attività commerciali tra Italia e Croazia, e ho dedicato parte del mio impegno politico al rafforzamento delle relazioni bilaterali e dei legami tra i due Paesi, nonché alla reciproca cooperazione.

Lei era un politico, l’unico parlamentare della storia con passaporto croato e senatore. Perché ha lasciato la politica? Ha cambiato molti partiti, cosa non Le andava bene? Come vede oggi la politica italiana?

Dal 2001 sono stato consigliere del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali per la cooperazione estera, e consulente per l’industria e l’imprenditoria, ho partecipato allo sviluppo e alla promozione dell’industria alimentare italiana. Dal 2008 al 2018 sono stato membro del Parlamento italiano, in entrambe le camere. Dopo essermi ritirato dalla politica attiva, ho deciso di dedicarmi ulteriormente a collegare le mie due terre d’origine, l’Italia e la Croazia. Dal 2018 sono consigliere per diverse importanti aziende italiane e internazionali. Nel 2021 sono stato presidente dell’associazione dei distributori di alimenti e bevande HORECA per due mandati e attualmente ricopro il ruolo di segretario generale. Ho sempre cercato di essere coerente e di agire politicamente in conformità con le mie convinzioni e i valori europei; quindi, ho sempre sostenuto tali programmi politici. Nel fare ciò, è sempre importante rispettare i processi democratici ed evitare il populismo. In Italia, una coalizione di “destra” è al potere, operando nel quadro dell’UE, della NATO, di Schengen e dell’eurozona. Si parla di un gruppo di 67 paesi. Tutto indica eccellenti opportunità di cooperazione con la Repubblica di Croazia. Nel corso della mia lunga carriera politica, ho avuto modo di conoscere e collaborare bene con numerosi colleghi che attualmente fanno parte del Governo italiano.

Come valuta la cooperazione economica tra i due Paesi? Nel 2022, l’Italia è diventata il primo partner commerciale della Croazia. Quali sono gli ultimi dati della borsa degli investimenti in materie prime? Quanto è importante il lavoro della Camera Italo-Croata? Quali sono gli obiettivi e quali servizi offre la Camera?

Negli ultimi 20 anni le relazioni tra Roma e Zagabria si sono sviluppate a tal punto che consideriamo privilegiato il partenariato italo-croato e me ne compiaccio particolarmente perché sono certo di aver contribuito in parte a questo risultato. Entrambi i paesi dispongono di risorse significative nell’ambito dei rispettivi programmi nazionali di resilienza e ripresa per investimenti in infrastrutture, ad esempio, e anche in questo contesto si apriranno una serie di opportunità di cooperazione. Conoscere le dinamiche sociali ed economiche di entrambi i paesi, credo possa essere la giusta chiave per una buona comunicazione con gli interlocutori istituzionali di entrambi i paesi.

Nel 2022 l’Italia è diventata il primo partner commerciale della Croazia, con un aumento delle esportazioni del 21,2%, di cui una quota sul totale delle esportazioni pari addirittura al 12%. Il valore totale degli scambi di merci ha superato gli 8 miliardi di euro, superando anche il 2019. Le esportazioni italiane verso la Croazia sono aumentate del 48% nel 2022 rispetto all’anno precedente, collocando la Croazia come paese importatore in Italia al 26° posto. Nell’anno in corso, per il quale dobbiamo ancora attendere i risultati ufficiali, registriamo un’ulteriore crescita ma solo a fine anno potremo parlare di numeri concreti.

La Camera di Commercio Italo-Croata si è posizionata come il punto di partenza più importante per investitori e partner commerciali italiani, perché all’interno del portfolio dei nostri servizi ci piace soprattutto evidenziare l’approccio individuale a ciascun imprenditore. Dall’idea, alla registrazione dell’azienda, dalla ricerca del terreno, all’aiuto con i processi amministrativi e burocratici, alla consulenza finanziaria e alla ricerca di partner commerciali, accompagniamo ciascuno dei nostri clienti attraverso il processo. L’obiettivo della Camera è quello di rafforzare la cooperazione commerciale tra Italia e Croazia, per consentire il trasferimento di conoscenze e competenze e il flusso di persone e merci attraverso servizi di alta qualità e attraverso l’organizzazione di iniziative. Ogni anno, la Camera organizza tutta una serie di eventi aziendali, nonché eventi nella cultura e nell’istruzione, che consideriamo particolarmente importanti. Le nostre attività comprendono sia l’organizzazione di fiere che la collaborazione con altre aziende in eventi simili, dal business networking ai seminari professionali su argomenti di attualità nella Repubblica di Croazia. La Camera fa parte della rete delle Camere di Commercio Italiane per gli Affari Esteri e partecipa quindi ad attività in Italia, che danno l’opportunità alle imprese croate di uscire e/o presentarsi o immettersi sul mercato italiano. Molte aziende croate lo hanno riconosciuto e sono orgogliose e personalmente liete di sottolineare che sono diventate membri della Camera di Commercio Italo-Croata. La nostra più grande ricompensa è quando vediamo il successo nella collaborazione tra aziende. Sono sicuro che anche il lavoro della Camera può essere migliorato, ed è il mio obiettivo come presidente della Camera in questo mandato. In questo lavoro, vorrei sottolineare l’importanza di appartenere al Sistema Italia, una rete di attori diplomatici e istituzionali in Croazia, guidata dall’Ambasciata della Repubblica Italiana a Zagabria.

Dopo il declino della cooperazione economica con la Croazia, dovuto alla pandemia nel 2020, le esportazioni verso l’Italia sono riprese. La pandemia ha favorito la ripresa delle relazioni bilaterali e bloccato l’orientamento dell’Italia verso altri mercati? Quali investimenti sottolineerebbe particolarmente?

Per quanto ne so, nel corso del 2019 gli scambi reciproci di merci hanno raggiunto i 5,7 miliardi di euro e dopo un calo a breve termine causato dalla pandemia di Covid-19, hanno mostrato molto rapidamente la loro resilienza e superato il livello di crisi. Già nel 2021 la borsa ha nuovamente raggiunto quasi 6 miliardi di euro, con una crescita del 27% rispetto all’anno precedente. L’alto livello di complementarità dei nostri sistemi produttivi è sicuramente uno dei fattori che ha giocato un ruolo importante in questo. Dopo la pandemia, l’economia italiana ha iniziato a riprendersi a tassi di crescita elevati e con una forte crescita delle esportazioni, così come l’economia croata. Sfortunatamente, l’aggressione contro l’Ucraina ha portato un nuovo shock ai mercati e alle economie, ma sì, proprio a causa di questi fattori, registriamo un aumento eccezionale dell’interesse verso la Croazia, sia nel commercio di merci che negli investimenti diretti.  

In termini di investimenti diretti, come esempio di successo, vorrei sicuramente citare il Gruppo Danieli, che negli ultimi dieci anni, da quando ha rilevato la Ferriera Sisak, l’ha gestita con successo. Alla fine dello scorso anno, anche la Banca Europea per gli Investimenti ha riconosciuto questo traguardo concedendo al Gruppo un finanziamento di 350 milioni di euro per raggiungere la neutralità climatica della produzione entro il 2050, di cui 122,5 milioni saranno investiti in Sisak, con la creazione di un gran numero di nuovi posti di lavoro. Credo che nel contesto delle nuove tecnologie volte principalmente a combattere il cambiamento climatico ci siano grandi opportunità di cooperazione tra imprese croate e italiane.

L’Hydrogen Valley North Adriatic è un progetto innovativo al quale sono stati recentemente assegnati finanziamenti europei non rimborsabili per lo sviluppo. Il suo obiettivo è stabilire una collaborazione nello sviluppo di tecnologie ecologicamente sostenibili per la produzione di idrogeno, contribuendo così alla transizione verso un ecosistema integrato. Questo progetto è promosso congiuntamente dalla regione italiana del Friuli-Venezia Giulia, dalla Croazia e dalla Slovenia ed è una delle piattaforme per questo tipo di collaborazione, coinvolgendo oltre una trentina di organizzazioni partner. Le fonti alternative di energia, per le quali l’Italia e la Croazia hanno notevoli potenzialità, grazie anche alla loro posizione geografica favorevole, rappresentano un altro settore in cui vedo grandi opportunità di collaborazione, sia sulla terraferma che in mare. Questi due esempi indicano non solo buone, ma le migliori pratiche in questo senso.

Quali sono, secondo lei, gli incentivi per nuovi investimenti e la cooperazione con la Croazia e quali sono le carenze e gli ostacoli agli investimenti in Croazia?  Quali sono i problemi che gli investitori italiani citano per lei? Qual è l’interesse per gli investimenti croati in Italia? In quali settori?

Certamente la posizione geografica e la vicinanza della Croazia, il suo sviluppo costiero e la rete infrastrutturale e logistica sviluppata rendono il paese attraente per gli investimenti, soprattutto dal 2023, con l’ingresso nell’eurozona. La Croazia rappresenta la porta d’accesso ai Balcani occidentali e può quindi svolgere un ruolo importante nella regione. Vorrei sottolineare l’importanza soprattutto degli incentivi fiscali e l’esistenza di interessanti clausole ratificate dai trattati applicabili contro la doppia imposizione. La legislazione vigente prevede agevolazioni fiscali e altri tipi di incentivi per gli investitori ai sensi della legge sulla promozione degli investimenti e della legge sui progetti d’investimento strategici.

Vorrei anche richiamare l’attenzione sul settore agroalimentare, in cui l’Italia e i suoi prodotti sono ai vertici mondiali in termini di qualità e riconoscimento, e in cui la Croazia ha numerosi prodotti conosciuti e riconosciuti a livello internazionale di altissima qualità.

Dobbiamo lavorare per migliorare e accelerare l’efficienza della pubblica amministrazione (locale e statale). Attraverso sforzi congiunti e cooperazione, possiamo accelerare le procedure di permessi e autorizzazione, rafforzando al contempo la trasparenza, creando così spazio per un’ulteriore riduzione degli oneri fiscali e la semplificazione delle normative fiscali, nonché un accesso facilitato e trasparente alle gare d’appalto per gli appalti pubblici. Ciò contribuirà solo a migliorare la cooperazione economica e poi politica tra Roma e Zagabria anche a livello comunitario.

Al momento, abbiamo un interesse eccezionale per gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile, nelle infrastrutture, nella lavorazione dei metalli e nel settore ICT. Il turismo è sicuramente un altro settore complesso molto interessante per gli investitori. Il nostro ufficio camerale riceve quotidianamente richieste di assistenza in nuovi investimenti, ma anche per partnership commerciali.