L’estensione del calmiere dei prezzi energetici, le aspettative di Bruxelles sulla ripresa dell’economia croata e la visita di Milanović alla Santa Sede.

“Il governo decide di confermare la decisione di calmierare il prezzi del carburante”

La misura presa dal governo croato di limitare i prezzi del carburante sarà prorogata per un altro mese. Così ha annunciato mercoledì il primo ministro Andrej Plenković, aggiungendo inoltre che il governo può limitare i prezzi del carburante solo per un massimo di tre mesi. “Stiamo lavorando nell’interesse delle persone, dei loro standard di vita e dell’economia”, ha detto Plenković ai giornalisti durante una conferenza nella località turistica di Opatija/Abbazia.

Plenković ha affermato che lo scopo principale di questa decisione è di prevenire una spaccatura sociale ed evitare una possibile ondata di fallimenti e perdite di posti di lavoro, in un momento molto critico della crisi pandemica. Il primo Ministro ha continuato rivendicando la scelta del suo governo ricordando che “Non è nel nostro interesse permettere che una risalita dei prezzi del carburante” possa deteriorare il tenore di vita dei cittadini, proprio in un periodo che testimonia una ripresa della crescita dei salari. Il 14 ottobre, il governo ha approvato un decreto che limita il prezzo della benzina a 11,10 HRK/1,48 EUR al litro e il prezzo del diesel a 11 HRK/1,46 EUR. Il decreto si basa sulla “Legge sui prodotti petroliferi” che consente all’esecutivo di fissare il prezzo al dettaglio, a tutela dei consumatori, per un periodo massimo di 90 giorni.

Bruxelles conferma le aspettative di crescita del PIL croato previste dal Governo e dalla Banca centrale, anche se i rischi di crescita del deficit rimangono.”

Le recenti previsioni della Commissione Europea (CE) sugli sviluppi economici per la Repubblica di Croazia mostrano un quadro alquanto incoraggiante: Bruxelles prevede una crescita del PIL croato dell’8,1% alla fine del 2021 (l’aspettativa di crescita calcolata dalla CE in precedenza era del 5,6%), una previsione molto vicina alle aspettative della Banca nazionale croata dell’8,5%, ma un po’ più prudente del 9% previsto dal governo Plenković. Questa previsione, se dovesse concretizzarsi, renderebbe la crescita del PIL croato la terza più veloce dell’intera UE, dopo l’Irlanda (con una stima della crescita del 14,6%), seguita dall’Estonia (con il 9% di crescita), per il 2021. Il quadro economico atteso per il 2022 dalla Commissione Europea mostra, salvo inaspettate battute d’arresto, una situazione persino migliore per la Croazia: con una crescita del 5,6%, la ripresa dell’economia proseguirà anche nel 2022, soprattutto grazie ai forti consumi privati ​, ma anche grazie ad una stagione turistica con risultati di gran lunga migliori del previsto, considerando le restrizioni dovute alla pandemia.

Le tendenze economiche favorevoli stanno andando ad influenzare il mercato del lavoro, il quale sta vivendo una fortissima dinamica occupazionale, conferma la Commissione. Per il prossimo biennio ci si aspetta una buona prospettiva per l’economia, trainata soprattutto dalla domanda interna. Un contributo positivo alla ripresa verrà anche dallo stato attraverso la spesa pubblica. Tuttavia, l’aumento della spesa pubblica dovrebbe rallentare, visto l’obiettivo di mantenere il deficit sotto il 3% sul PIL, prerequisito fondamentale per l’introduzione dell’euro in Croazia all’inizio del 2023. Infatti, l’aumento degli investimenti nei prossimi anni sarà in gran parte sostenuto dai fondi europei del PNRR, in aggiunta al normale bilancio dell’UE e al Fondo di solidarietà per i terremoti.

La Commissione prevede che questi fondi incoraggeranno ulteriormente gli investimenti privati ​​in Croazia, il che faciliterà ulteriormente la ripresa dell’economia, guidata soprattutto dalle esportazioni, le quali dovrebbe crescere in linea con la ripresa dei principali partner commerciali, Italia in primis. Per quanto riguarda l’incremento dei prezzi, l’inflazione crescerà a causa dell’aumento globale dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, raggiungendo il 2,2 per cento quest’anno. Tuttavia, la Commissione prevede che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi gradualmente già nel 2022.

Parlando della situazione contabile della Croazia, il deficit pubblico dovrebbe scendere al 4,1% del PIL nel 2021, e al 2,9% l’anno prossimo, rispettando il tetto del 3% richiesto dal Patto di Stabilità e Crescita. Inoltre, si prevede una traiettoria discendente anche per il debito pubblico in percentuale al PIL: dall’82,3 per cento di quest’anno si dovrebbe passare al 79,2% del prossimo anno. L’occupazione dovrebbe tornare ai livelli precrisi alla fine di quest’anno e il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al minimo storico del 5,8% nel 2023.

“Il Presidente Milanović in visita domani alla Santa Sede

Nella giornata di oggi il Presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović, farà visita alla Santa sede assieme alla consorte Sanja Musić Milanović. Durante la cerimonia ufficiale, il Presidente incontrerà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano, nonché il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher. Durante la visita è in programma anche una tappa all’Istituto pontificio croato di San Girolamo, dove ci sarà un incontro con il rettore don Marko Đurin e con gli studenti croati che studiano nelle Università cattoliche a Roma. Con il Pontefice il Presidente Milanović discuterà probabilmente anche della situazione nella regione e in particolare della posizione dei croati in Bosnia.